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Pseudo-docenti

Sareste disposti a studiare il violino o il pianoforte con un “docente” che non abbia mai suonato in pubblico o che non abbia mai registrato una sola esecuzione? La risposta, condivisibile, dovrebbe essere: sicuramente no, non essendo questi in grado di dimostrare come superare le difficoltà proprie di tali strumenti. Tuttavia, in tempi recenti, e particolarmente in ambito di tecnologie musicali, questa certezza comincia a venire meno grazie alla pervicace intraprendenza di veri e propri “pseudo” docenti, tanto talentuosi nel decantare le meraviglie della moderna tecnologia quanto incapaci nel mettere insieme due note, che siano due.

Innanzitutto partiamo da un punto imprescindibile: qualsiasi insegnamento musicale che comprenda i termini “composizione” oppure “orchestrazione”, implica il fatto che chiunque si appresti ad insegnare tali materie debba essere un “musicista”, si badi bene, non “anche”, ma “soprattutto” un musicista, e questo anche in ambito tecnologico. Materie come Composizione per la musica applicata, Composizione multimediale, Orchestrazione virtuale, Orchestrazione midi ecc ecc ecc. aprono nuovi orizzonti a chi intraprende nuovi studi musicali ma allo stesso tempo possono risultare fuorvianti, inducendo a pensare che la “componente” tecnologica possa semplificare il complesso lavoro di creazione e produzione musicale. Ed è proprio in questo clima confusionario che si inseriscono i più “dotati” di furbizia, in grado di sostituire capacità mai acquisite con una martellante autopromozione.

Prendiamo il caso della Musica Applicata oggetto di sempre maggiore interesse. E’ sempre curioso scoprire docenti da sempre dediti alla musica contemporanea svoltare “improvvisamente” verso le colonne sonore, “illuminati” da cartoni animati e altri generi magari disprezzati fino al giorno prima. Oppure consideriamo i corsi dedicati alla simulazione dell’orchestra sinfonica, indicati sotto vario nome, “Orchestrazione Virtuale”, “Orchestrazione midi” ecc. Si tratta, in tal caso, di una materia relativamente nuova, dal contenuto fortemente pratico, che interessa molte categorie di persone attive nell’ambiente musicale e di conseguenza si presta ad attirare opportunisti millantatori senza scrupoli, interessati esclusivamente al guadagno facile, che in molti casi fanno un po’ di tutto. In Italia vi sono ancora pochissimi esperti di questa tipologia di materie, “musicisti” che ne hanno seguito costantemente lo sviluppo da vent’anni a questa parte, fin dal suo inizio, e soprattutto vi si sono dedicati, destinando ad essa tempo, energie e risorse economiche, combinando lo studio delle materie tradizionali con quello degli strumenti informatici.

Recentemente è stata diffusa sul web la storia di un calciatore (o meglio pseudo-calciatore)  che è riuscito a stipulare contratti con squadre della massima serie senza mai giocare una partita, grazie alla “faccia tosta” dimostrata con colleghi, amici e dirigenti e ovviamente alla capacità di imbrogliare il prossimo. Vera o falsa che sia, si tratta di una vera e propria “metafora” dell’imbroglio, a cui ricorre puntualmente questa tipologia di “docenti”.

Infine, diciamo pure che è molto semplice “scovare” questi “pseudo” docenti: al di là del loro iperattivismo concentrato sul marketing e sulla persuasione, è facile constatare come non dispongano di una sola “creazione” musicale specifica, di un solo prodotto di quell’attività a cui dovrebbero dedicare il loro tempo. Sul web è possibile trovare tutte le informazioni necessarie. O forse sarebbe più esatto dire…..non trovare.

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